MONTAGNE VERDI (MI RICORDO).

Apriamo una riflessione su tempi e modi del ritorno in montagna, terreno di distanziamento per eccellenza: rigorosamente diradati, a piccoli gruppi, dove si può perfino a piedi dalle città, per evitare assembramenti e/o inquinamento veicolare. E la manutenzione della sentieristica? I codici ATECO delle attività forestali e della cura del paesaggio sono ripartiti già dal 10 aprile: perché non i soci CAI che sanno e si occupano dei sentieri? Sono gl i stessi che li aprono e li segnano, li tracciano, pubblicano relazioni carte e guide. Perché non fidarsi di quella parte del terzo Settore che col proprio lavoro volontario permette a chiunque di camminare per boschi e per monti? In che condizioni saranno i sentieri questa estate, quando le persone cercheranno mete di prossimità sul nostro Appennino e troveranno frattoni impraticabili? I sentieri non sono solo una risorsa psicofisica per chi cammina, ma anche una leva di sostegno per le comunità di montagna che dopo quattro anni e quattro commissari ancora aspettano la ricostruzione, che vivono di piccole economie locali e filiere corte. Che quest’anno potrebbero beneficiare di un turismo lento, consapevole, diradato per scelta e vocazione.
Per ora, a favore, la voce autorevole di Stefano Ardito.
Che ne pensate?

(foto Sergio Barboni)
https://www.stefanoardito.it/2020/04/27/montagna-e-sentieri-chiusi-che-errore-professor-conte/?fbclid=IwAR3cKWskMsRXAwSSgGfcFLjYJDLYmokAlFZvlGe8mMMp2RNHZfa9kFlA9VQ