Alpinismo

Corso di Alpinismo base (A1) 2015

La Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno organizza per il 2015, un corso base di alpinismo denominato A1.

Il corso è rivolto soprattutto a coloro che vogliono acquisire le tecniche di base necessarie per poter effettuare salite alpinistiche, su roccia, neve e ghiaccio. Il corso è composto da 8 lezioni teoriche (tenute dagli istruttori in sede) e da 8 uscite pratiche.

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Incontro con Enrico Camanni

Venerdì 25 luglio avremo ospite Enrico Camanni, tra i più noti storici dell’alpinismo in Europa.

Camanni presenterà il suo nuovo libro Il viaggio verticale, e discuterà con noi sulle possibili definizioni della scalata.

L’incontro avrà luogo presso il Rifugio Paci, alle ore 18, e chi vorrà potrà trattenersi a cena (prenotare al 333 298 0252).

Che cos’è la scalata, se non un viaggio verticale? L’uomo o la donna che si sollevano da terra e intraprendono una scalata sono esploratori di uno spazio che non appartiene loro. Scalare e viaggiare nascondono lo stesso segreto, rispondono alla stessa parola d’ordine: leggerezza. Secondo Enrico Camanni l’esperienza di un “viaggiatore verticale” ha molteplici dimensioni: quella fisica, legata al peso del corpo, all’inesorabile legge di gravità, e alle buone pratiche per affrontarla con successo; quella sensoriale, che allena oltre ai muscoli anche lo sguardo, il tatto, l’udito, e analizza tutte le relazioni con la materia circostante, sia essa la roccia o l’aria; e soprattutto, quella spirituale che indaga e interroga i movimenti dell’anima che preparano e accompagnano l’esperienza della scalata.

Enrico Camanni, alpinista e giornalista torinese, ha fondato il mensile “ALP” e la rivista internazionale “L’Alpe”. Oggi dirige il trimestrale “Turin” e collabora con “La Stampa”. Ha scritto Di roccia e di ghiaccio. La storia dell’alpinismo in 12 gradi (Laterza 2013) e aggiornato La storia dell’alpinismo di Gian Piero Motti (Priuli & Verlucca, 2013). Ha trattato le Alpi contemporanee ne La nuova vita delle Alpi (Bollati Boringhieri, 2002), Il Cervino è nudo (Liaison, 2008) e Ghiaccio vivo. Storia e antropologia dei ghiacciai alpini (Priuli e Verlucca, 2010). Ha scritto sei romanzi ambientati in diversi periodi storici e curato i progetti del Museo delle Alpi al Forte di Bard, del Museo interattivo al Forte di Vinadio e del Museo della Montagna di Torino. E’ vicepresidente dell’associazione “Dislivelli”.

Conferenza di Andrea Giorda

La Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera organizza per martedì 22 aprile, alle ore 19:00, presso il rifugio Mario Paci, una conferenza di Andrea Giorda.

"Viaggio in Galles alle radici del vero Trad britannico

Per chi fosse interessato a rimanere a cena "Menu Trad Ascolano" deve prenotare e chiamare il Rifugio Paci  tel 333/2980252 (€16 tutto compreso) fino ad esaurimento posti.

Pensi davvero di conoscere il TRAD? Andrea Giorda presenta - viaggio in Galles alle radici del vero Trad britannico. Un percorso e un approfondimento attualissimi nell'arrampicata trad.

Andrea Giorda nasce a Torino nel 1958, inizia a scalare da primo nel 1971 e con Enrico Camanni crea un sodalizio che li porta a formarsi su itinerari classici in tutte le Alpi. Resta affascinato ed entra in contatto con le novità del "nuovo mattino".
Dal 1988 è accademico del CAAI. Ha scritto articoli per la rivista della montagna,alp,vertical e ultimamente è attivo sul web con interventi su planetmountain.com.
E' stato tra i promotori dell'international Trad climbing meeting della valle dell'Orco.

Corso di Alpinismo su Cascate di Ghiaccio

La Scuola di Alpinismo, e Arrampicata Libera “Del Piceno” delle Sezioni CAI di Ascoli Piceno, Fermo, San Benedetto del Tronto, organizza un corso avanzato di Alpinismo su cascate di ghiaccio AC1, che si svolgerà nei mesi di gennaio e febbraio 2014 (dal 10 gennaio al 2 febbraio).

Informazioni sulla scuola QUI

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1° Corso di Alpinismo Base


Sono aperte le iscrizioni per il 1 Corso di Alpinismo base organizzato dalla Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno

Il corso inizia il 5 aprile e termina il 31 giugno ed è rivolto a tutti coloro che vogliono iniziare la pratica dell'Alpinismo. Le uscite saranno effettuate sia su terreno innevato sia su roccia. 
Informazioni sulla scuola QUI

Corso di Alpinismo Invernale

Il VII Corso di Alpinismo Invernale, organizzato dalla Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno, si è concluso sabato. Il Corso è stato frequentato da 19 allievi, sono state effettuate 5 lezioni teoriche e 6 uscite pratiche. L'appuntamento è per il prossimo anno con un'altro corso rivolto a tutti i soci della sezione.

Montagna Amica

La sezione Cai di San Benedetto del Tronto in collaborazione con la sezione Cai di Fermo, la sezione Cai di Ascoli Piceno, la Scuola di Scialpinismo del Piceno e la Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno, organizza per il giorno 25 Novembre 2011 alle ore 21, 30 presso i locali del Centro Giovani Casa Colonica, via Tedeschi, 1 a San Benedetto del Tronto un incontro dal titolo "MONTAGNA AMICA".

Un incontro aperto a tutti organizzato per promuovere una corretta frequentazione della montagna innevata.

Relatore sarà l’istruttore di alpinismo e scialpinismo Gionni Tiburtini.

SEGUIRANNO LE IMMAGINI DELLO STAGE DI SCIALPINISMO NELLE DOLOMITI DI FANES.

Per informazioni: Club Alpino Italiano Sezione di San Benedetto del Tronto – via Firenze 1 Zona Ischia Grottammare – venerdì ore 21:30 – 23:00.

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I corsi di formazione alpinistica

o come diventare un alpinista in pochi mesi partendo da zero

Nel 1972 l’Ascoli calcio aveva diecine di migliaia di tifosi, l’alpinismo cittadino una dozzina di fans: il football, si sa, solleva passioni di massa.

corso di formazioneMa era (è) difficile capire perché si preferisca guardare atleti ben pagati ripetere l’eterno schema delle fasce laterali al vivere in prima persona l’alba fuori dal rifugio, l’avventura della parete, il silenzio delle cime.

A meno che di albe, avventura e silenzio manchi l’offerta e quindi la possibilità.

I corsi di formazione sono nati da qui, da un discorso su questi temi con Tonino Ambrosi al mio ritorno dalla spedizione all’M6, un giorno di fine ‘72, salendo alla Girella.

C’era pure, da sfatare, il luogo comune della montagna pericolosa, del rischio connaturato all’alpinismo.

Nel 1972 il Corpo soccorso alpino aveva sceso a valle 108 caduti, in gran parte rotolati in canaloni o scivolati su pendii innevati, pochissimi impegnati su roccia o ghiaccio.

Nello stesso anno (il peggiore del dopoguerra) erano morte sulla strada 12mila persone.

Arrampicare era dunque meno rischioso che cercare stelle alpine, molto meno che imboccare un’autostrada, forse pure meno che stare fermi due ore sotto la pioggia urlando da farsi scoppiare le vene del collo ad ogni assist.

Certo, il pericolo è in agguato in montagna come dappertutto; si trattava (si tratta) di ridurlo, quello di chi arrampica ma anche, e soprattutto, quello di chi va per sentieri.

E’ con questo obiettivo che i corsi di formazione sono nati: andare in montagna tutti (quelli che vogliono, ovviamente) – e andarci preparati e sicuri.

corso di formazioneImparare a camminare lentamente, in autunno, per prati e boschi evitando o sapendo affrontare le incognite del tempo, della salute, degli incontri.

Con la neve di gennaio calzare gli sci su pista, anche per la prima volta, fino a diventare capaci di dirigerli e non solo d’esserne portati.

Salire con gli sci in montagna, cominciando da sopra San Marco, per scendere alla fine da Pizzo di Sevo, o dal Terminillo, o dal Vettore nella valle di Foce.

Imparare come ci si lega, si assicura, si progredisce su roccia e neve, per vivere poi il fascino dell’arrampicata o almeno per capire di cosa si tratta.

Tutto questo in assoluta sicurezza (su più di 120 uscite in montagna c’è stato un solo banale incidente in pista), incontrando nuovi amici, faticando e cantando con loro.

La riposta della città è stata formidabile: dal 1973 al 1986 cinque corsi di sette/otto mesi ciascuno (più quello di specializzazione del 1977 svolto col modulo compatto dei corsi di roccia) - da ottobre a giugno, divisi in 4 sezioni (escursionismo, sci di pista, sci alpinismo, alpinismo), ogni settimana una lezione teorica in sede ed un’uscita pratica la domenica, una quota di iscrizione nulla o simbolica, l’impegno disinteressato di tutti gli istruttori della Scuola e di numerosissimi soci esperti - hanno raccolto un totale di oltre 700 iscritti creando un’esperienza collettiva unica in Italia.

Poi la cosa è finita: per sfinimento degli organizzatori, perché solo una piccola parte degli iscritti iniziali arrivava alla fine, perché la Sezione s’è orientata altrimenti.

Non so, forse è giusto così, forse era finito il tempo concesso a quell’idea.

Ma credo di non essere il solo ascolano a ricordare i corsi di formazione come un gran bel momento dei nostri anni più o meno verdi.

Francesco Saladini


Fotografie

  1. 1973 - 1° corso di formazione alpinistica, sotto la corona della Sibilla
  2. 1974 - 1° corso di formazione alpinistica al Monte San Franco (Gran Sasso)

 

Stile libero

Vedevo mio padre buttare la corda per terra, il rumore delle ferraglie, il casco, e la sua faccia era così felice, tutto si svolgeva come un rito nel corridoio di casa nostra, avevo 4/5 anni al massimo,sentivo i racconti delle sue salite, e mi attraeva l’idea, ero fremente della speranza di poterci un giorno andare anch’io.

Negli anni a seguire li ho messi in croce i miei genitori, ma mia madre fu tassativa:”tu te lo scordi, l’alpinismo è pericoloso, non è una cosa per bambini”.

In me fermentava la rabbia, sentivo proprio qualcosa di vero dentro.

mauro calibaniGiuro, sapevo che un giorno sarei diventato uno scalatore, restava solo da capire quale fosse la strategia giusta per convincerli.

Processi mentali che hanno i bambini, sensazioni forti, alcune, quelle che restano inchiodate nella memoria dei miei ricordi, arrampicare.

Una vita spesa bene, la mia prima salita fu in Val Maone; ad un corso di roccia del Cai credo che fosse Francesco Saladini a seguirmi di fianco, finalmente toccava a me salire, avevo aspettato un sacco e nessuno mi aveva promesso una salita.

Fu come un giro sulla giostra, sentii forti emozioni. Ma nulla da fare mia madre mi disse che fino a 14 anni era vietato scalare! Cavolo...

10-05-1988 - Il giorno del mio compleanno.

Tre mesi dopo con mio padre e Massimiliano Catani salimmo sulla Cresta Nord Est al Corno Piccolo.Mi ricordo che pensai solo a cercare su quel massiccio di calcare i pezzi di roccia più difficili dove salire, e già in quell’occasione la mia propensione per la parte gestuale venne fuori immediatamente mentre mio padre mi urlava di passare dove era piu facile.

Effettuai qualche altra salita sempre al Gran Sasso, ma quando papà decise di portarmi ad arrampicare a Rosara accompagnati da Tonino Mari, oltre a trovare il mio primo sacchetto della magnesite sotto quella via che era “tettocca”, provai immenso piacere a salire i gialli strapiombi sulla sinistra. Tonino mi terrorizzò non contento di non vedermi cadere mai, sulle linee più facili, facendomi attaccare i suoi “tetti”. Ricordo il terrore nel non riuscire a salire e nel non volermi staccare, fu la prima della lunga serie di acciaiate cosmiche che mi presi nelle braccia che finì con una pendolata infinita.

1992 - Partimmo, finalmente partimmo.

Con la macchina di Stefano Romanucci, forse la R4 della madre, c’era pure Cristian Muscelli, e non ricordo se c’era pure Sandro Fanesi.

Non so perché presero a cuore la mia causa, fatto sta che il ragazzino rompipalle (io), forse aveva dimostrato delle istintive propensioni alla competizione. Erano i primi campionati italiani juniores e non potevo assolutamente immaginare quello che mi sarebbe capitato.

Da quando entrammo al Palavela di Torino fino a quando non ne uscimmo non feci altro che ingoiare il mio cuore, ricordo che al mio turno partii come un razzo, tirando gli appigli come un mulo, e per la tensione davanti a me vedevo un quadrato nero e basta.

Arrivai 2° e quello fu l’inizio di un distacco dalla realtà di Ascoli.

1997 - La scoperta.

Come per il vino buono, questa è stata per me una buona annata, poiché oltre ad aver vinto la Coppa Italia di difficoltà, è stata quella della scoperta della disciplina che mi ha cambiato la vita.

Dedicandomi al rivoluzionamento del mio patrimonio gestuale sui sassi di Meschia prima e negli innumerevoli altri posti poi, ho letteralmente allargato gli orizzonti. Grazie alla bellezza dei suoi sassi, ed alla varietà dei suoi passaggi, lo scambio di differenti culture scalatorie fra gente molto forte cha arrivava da tutt’Europa, mi ha reso libero di seguire un percorso personale, fuori da ogni schema o tendenza.

Quando ho iniziato a fare bouldering a Meschia, in Italia c’erano si e no 4 o 5 persone che lo praticavano, divise fra la Val di Mello ed il Piemonte, due delle culle italiane dove storicamente nacque il sassismo degli anni addietro...

Si può dire con certezza che attraverso la scoperta di un posto come questo, ci sia stata la vera e propria esplosione del sassismo della nuova generazione italiana, non più come attività propedeutica all’arrampicata, ma fine a se stessa.

Senza dilungarmi troppo, sintetizzando 10 anni di vita, grazie a Meschia oggi ho un lavoro attinente all’arrampicata, e l’8 settembre del 2001 , 3 giorni prima che cadessero le Torri Gemelle, vincevo il primo Campionato del Mondo della storia del bouldering.

2008

Il forte legame con l’alpinismo, nonostante la mia strada fino a questo momento sia stata più lontana, ha fatto si che io abbia maturato una grande attrazione per le salite in stile classico di pezzi di roccia anche più piccoli delle grandi montagne, e approcciando in questo stile, per il momento ho scoperto che i terreni d’avventura se pur non come quelli alpinistici, si possono trovare anche a Mozzano, dove nascosti bombamenti d’arenaria celano fessure da proteggere con i friend, belle come quelle americane, solo che per affrontare i combattimenti a volte pure pericolosi, basta fare 5’ di macchina dal centro della città.

Mauro Calibani


Fotografie

  1. Un giovannissimo Mauro Calibani a San Giorgio

 

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