Domenica 12 novembre Festa di S. Martino ad Amatrice

Affresco San MartinoIl tradizionale incontro giunto alla 21aedizione vede la partecipazione delle sezioni del gruppo Salaria in un contesto completamente stravolto dal sisma, ma nel contempo fortemente carico di solidarietà. Il ritrovo è alle ore 7,30 in via Recanati per raggiungere Amatrice, dove l’appuntamento è alle 9 presso il Piazzale del Comune per poi dirigersi al Giardino degli Alberi, dove alle 9,30 ha inizio l’escursione per arrivare alla chiesa di San Martino passando per il Sentiero CAI 300. A seguire: la Messa cantata, il pranzo e alle 14,30 il concerto del coro “Corale l’Aquila”.

Informazioni ed iscrizioni presso la sede CAI mercoledì e venerdì ore 19-20, oppure consultare il sito www.caiascoli.itdove è pubblicata la locandina dell'escursione.

INCONTRI D'AUTUNNO 2017: SABATO 11 NOVEMBRE SUL CONERO CON FRANCESCO BURATTINI

locandina web definitiva incontri autunno 2017

Puntuali con il mutare dei boschi, tornano i nostri Incontri d'Autunno presso la Libreria Rinascita, quest'anno dedicati ai legami, fragili e forti al tempo stesso, tra il territorio e le comunità che lo vivono.
Si inizia con Francesco Burattini, alpinista e autore di guide, che con la sua nuova guida ci accompagnerà a scoprire con occhi più consapevoli il Conero: un "gomito" di terra pregno di storia, dove la fatica dei cavatori di pietra ha tracciato i sentieri che oggi reggono un'economia del turismo.  Sabato 11 novembre alle ore 18:00 da Rinascita.

UN DONO DAL CAI DI AMATRICE: IL LIBRO BIANCO DEI SENTIERI.

Il "Libro bianco sulla sentieristica", che la Sezione di Amatrice ha voluto donarci, non è soltanto la storia dell'amore ventennale di Marco, Franco, Catia, Virginio, Paolo e di tanti Soci amatriciani per la loro terra di montagne bella e sfortunata. E' anche la testimonianza della tenacia straordinaria con cui hanno raccolto fra le macerie il loro coraggio, per rialzarsi e rimettersi in cammino, letteralmente.
"Ci si sarebbe potuti fermare, ma abbiamo deciso di non farlo", scrivono.
Lo abbiamo detto in tanti: è dai sentieri che riparte il Club Alpino Italiano. Per questo, al loro fianco sono arrivate tante e tante Sezioni, tanti e tanti Soci, a testimoniare vicinanza e condivisione, portando ciascuno il proprio filo per ritessere, prima di tutto, una comunità.
Uno di questi fili lega indissolubilmente i ragazzi e gli accompagnatori dei nostri gruppi dell'Alpinismo Giovanile, che da anni camminano, ridono e scherzano assieme sulla Laga, lungo i sentieri del ritorno. Grazie per il libro, grazie per il vostro coraggio.
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QUESTA SERA H22:30 RADIO ASCOLI.

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Questa sera alle ore 22:30 a RADIO ASCOLI, per Il circolo della notte: "PRONTI, RIPARTENZA, VIA. Ripartire dalle comunità della montagna: una chiacchierata tra cori alpini, orti, associazioni e comunanze agrarie". Ospiti in studio rappresentanti delle comunità di Arquata Montegallo e del Cai.

CORSO DI FORMAZIONE DOCENTI NEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO

Il Club Alpino Italiano, soggetto accreditato dal Ministero dell’Istruzione per la formazione del personale della scuola, organizza un nuovo corso nazionale di formazione per docenti dal titolo "UNA SCUOLA COI FIOCCHI - Uomo e natura nella montagna invernale" che si terrà da giovedì 15 a domenica 18 febbraio 2018 a Noasca (TO) – Valle dell’Orco, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Il programma, nell’allegato file, è rivolto a docenti di Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado delle diverse aree disciplinari.  Le iscrizioni dovranno pervenire secondo le modalità indicate nell’allegata scheda tecnica.

I PRATI DI TUTTI

I monti Sibillini e il pregio paesaggistico dei prati

Questa che vi raccontiamo oggi è la storia di una comunità che si riprende un bene comune.

Comincia nel lontano 2003, quando un privato fa causa al Comune di Ascoli Piceno per rivendicarsi proprietario di quasi tutti i prati sulla"montagna degli Ascolani", tra Colle san Marco e San Giacomo, sostenendo di averli coltivati da oltre 20 anni.

La causa si trascina per un po’ di anni nel disinteresse dell’Amministrazione e della città: termini che scadono, rinvii, perfino una perizia d’ufficio disastrosa per il Comune. Che rischia di perdere la causa e, con essa, i prati di tutti.

Nel frattempo, il privato continua imperterrito ad arare gli spazi un tempo erbosi che, disseminati di zolle, si fanno impraticabili per le famiglie ascolane e per gli amanti della montagna.Alcuni cartelli che affermano la proprietà pubblica spariscono misteriosamente.

Un giorno, qualcuno nota la comparsa di sbarre metalliche sulle vie di accesso ai prati. E’ la goccia di troppo: la sezione CAI assieme ai circoli di Italia Nostra e Legambiente presentano un esposto. Il Comune esce dal lungo sonno e dispone la rimozione delle sbarre. CAI in testa, le associazioni intervengono nella causa a sostegno del Comune e in difesa dei prati sui quali generazioni di ascolani hanno campeggiato, giocato, camminato, sciato. I prati sui quali acerbi e coraggiosi partigiani hanno combattuto al prezzo della vita, meritando al Comune ascolano la medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana. I prati solcati da una rete di sentieri che una norma proposta dalla nostra Sezione pone sotto la tutela del nuovo piano regolatore.

L’opinione pubblica si sveglia, grazie anche ad una lettera di allarme alle istituzioni locali di cui è primo firmatario l’allora presidente generale del CAI, che"trascina" le firme dei presidenti di Italia Nostra e Legambiente.

Le associazioni sono assistite da un collegio gratuito, che fornisce strumenti di difesa al Comune. Soci e cittadini contribuiscono con foto e racconti intrisi di amore per quei pezzetti di montagna, in cui compaiono bambini, cani, escursionisti.

Insieme, associazioni e Comune convincono il tribunale a disporre una nuova perizia d’ufficio, grazie alla quale saltano finalmente fuori i vincoli paesaggistici, ambientali, idrogeologici a tutela dei prati. La sentenza stabilisce pure che coltivare un terreno non basta per diventarne proprietario con l’usucapione, perché il possesso non è esclusivo: nè potrebbe esserlo, se il popolo della montagna frequenta quei terreni da tempo immemore.

I prati che il privato voleva trasformare in "cosa sua" tornano ad essere di tutti, in un territorio che di bellezza ora ha tanto bisogno.

E’ una storia a lieto fine. Ed è vera.

http://www.picusonline.it/visualizza/39764.html

 

UNA FIRMA AL CAPO DELLO STATO PER PREVENIRE GLI INCENDI

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In Maiella il Morrone sta andando in cenere, a causa di un mix letale di criminalità e insufficienza dei corpi e dei mezzi antincendio.    Incendi divampano nel Lazio e in altre regioni, distruggendo il nostro patrimonio boschivo. Raccogliamo e rilanciamo la petizione avviata dal nostro Socio Massimiliano Salce, per un intervento del Capo dello Stato di sollecito alle Camere, affinchè adottino mezzi repressivi e preventivi più adeguati.   Ci scrive Massimiliano Salce: Ringrazio tutti voi per quel che potrete fare (fare in termini, ora, solo di prevenzione futura) per la devastazione totale di una montagna "sacra".  Sacra come valore laico e come punto in  comune con la spiritualità di chi crede, come Celestino V che lì dimorò e di chi è agnostico o ateo ed ha in comune il valore della sacralità della natura e dell'ambiente che è vita. Siate sempre vigili anche per le vostre montagne. San Marco, i Sibillini....noi oggi abbiamo perso un intero comprensorio, hanno bruciato tutto ed è stata evidente l'assenza di una azione preventiva. Abbiamo una montagna che ora è spettrale. Solo cenere. Tutto è andato perso ! Fate che non accada da voi. Ve lo chiedo con il cuore. Siate vigili e chiedete prevenzione per tempo !!! Grazie inoltre per esservi riappropriati dei vostri diritti che la Costituzione assicura a tutti noi, dopo il sangue che è costata ! La Costituzione si tiene in vita non celebrandola ma usandola a fondo. Vostro (e onorato di essere socio "abruzzese" presso la vostra sezione). Massimiliano Salce In allegato, il testo della petizione che potete firmare in sede negli orari di apertura.  Non occorre un documento. 

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EMERGENZA E PREVENZIONE.

Esercito a Valle Castellana

In occasione di un'allerta meteo nota da settimane, centinaia di paesi e frazioni in quattro regioni, già colpiti dalla crisi sismica, hanno subito un isolamento inaccettabilmente lungo al buio e al freddo, a causa della letale combinazione di una protratta mancanza di elettricità e dell'interruzione della viabilità principale.

Un sentito ringraziamento va a tutti i soccorritori, professionisti e volontari, che si sono prodigati con grande competenza e generosità nel dare assistenza alla popolazione e che ancora lavorano al ripristino della normalità.  Un plauso doveroso anche all'Esercito Italiano, che in tante situazioni estreme é stato risolutivo, con il numero dei soldati e i mezzi speciali. 

Ma auspichiamo che ci sia presto occasione di ragionare con le istituzioni competenti su emergenza e prevenzione, perchè crediamo fermamente che sia un diritto delle nostre comunità pretendere di non avere bisogno di salvatori, se non per calamità vere; e di non morire mai più di eventi naturali come la neve, la pioggia o il terremoto.

Perché non credo nel CAI dei servizi

Riportiamo l'articolo scritto da Paola Romanucci e pubblicato sul bolg di Alessandro Gogna (banff.it)


Scusandomi per aver trovato solo ora il tempo (ma “è il volontariato, bellezza”), cercherò di spiegare perché non credo al CAI evocato dai documenti congressuali che demanda a un’“azienda profit” di erogare servizi ai soci “e al resto del mondo”.

Perché la montagna non è un servizio essenziale, ma una scelta che è bello lasciare aperta a più opzioni: imparare a frequentarla in modo consapevole e autonomo, da soli o con il CAI, oppure affidarsi a professionisti.

C’è spazio per tutti.

Perché l’obiettivo legittimo di una soggetto professionale che “offre servizi” nell’ambito della montagna è di trarne un giusto profitto.

L’obiettivo di un volontario del CAI è di trasmettere ad altri la propria passione e conoscenza, per il puro gusto di farlo.

Un sapere modesto e limitato, se vogliamo: ma il proprio, non quello di altri.

A piedi, sugli sci, in sella a una bici o in parete, questa è forse la radice più profonda di ogni “volontario della montagna”.

Interporre i professionisti tra la passione dei volontari e i soci finirebbe per essiccare quella radice che ci identifica e ci lega, noi tutti così diversi, dentro lo stesso sodalizio.

E un CAI che scegliesse di “offrire servizi” tramite soggetti professionali sarebbe presto orientato a incontrare sempre di più la “domanda” di montagna “facile e sicura”: ciaspolate, scialpinistiche medio-facili, ferrate; perché no, utilizzo di mezzi di risalita e magari perfino eliski.

Con buona pace del Bidecalogo.

Cena sociale 2015

Cari Soci,

quest'anno la nostra cena sociale si terrà venerdì 11 dicembre, nella Giornata Internazionale della Montagna, sempre al Gazebo Orsini di Venarotta e in forma autogestita, con il solido staff di cucina del Soccorso Alpino (Vittorio Carpani, Anna Poggi, Gabriele Di Buò, Rossana Peroni), diretto dal Capo Chef Vincè Gagliardi, che si produrrà in un imperdibile doppio salto carpiato "Mare&Monti". Sempre secondo tradizione, il servizio di sala sarà affidato alle esperte mani della nostra squadra di camerieri (Mario Castelli, Alfredo Fabiani Franco Laganà, Simonetta Mazzocchi, Rodolfo Terpolilli, Francesco Valente, Alberto Vitelli), sapientemente guidata dal Maitre Marcello Nardoni.

E siccome ci teniamo a valorizzare lo spirito di partecipazione del Sodalizio, anche quest'anno vi invitiamo a dare il vostro personalissimo contributo al menu, in forma di dolci a vostro piacimento, che esporremo sontuosamente sul tavolo a buffet.

La colonna sonora della serata sarà a cura dei Maestri Pierfilippo Melchiorre e Geggè Polloni, cui toccherà anche l'onere di dirigerci nel nostro inno ufficiale La Montanara che, in onore della Giornata Internazionale della Montagna, intoneremo per quanto possibile all'unisono.

Dopo il successo della prima, non poteva mancare la seconda edizione della SchifiLotteria (per novizi e smemorati, Regolamento Ministeriale allegato). Vi invitiamo a conferire gli SchifiPremi in sede per tempo utile (entro venerdì 4 dicembre), ma senza anticipare impropriamente le pulizie di Pasqua: uno SchifiPremio a testa può bastare, abbiamo ancora alcuni scatoloni di ciarp... ehm, di premi dall'anno scorso. E poi, è scientificamente dimostrato che più SchifiPremi tentate di espellere da casa vostra, più cercheranno di rientrarvi.

Prima della cena, Giancarla Rosy Simonetta Nino e Andrea saranno a vostra disposizione per il rinnovo della tessera. Il nostro Programma 2016 sarà lì ad attendervi, fresco di stampa e ricco di novità. E quest'anno potrete acquistare a modico prezzo il calendario 2016 della Sezione, con le foto vincitrici del nostro primo concorso fotografico!

Le quote sociali per il 2016 sono le seguenti:

Soci ordinari: € 45,00

Soci familiari: € 24,00

Soci giovani: € 16,00 (dal secondo socio giovane dello stesso nucleo familiare: € 9,00)

Soci juniores (età compresa fra i 18 e 25 anni) € 23,00

Premio integrativo per l'assicurazione (raddoppio dei massimali): € 3,80.

Dopo anni di invarianza, si è reso inevitabile un piccolo aumento (limitato ai soci ordinari e familiari), a causa del canone di locazione che incombe sulla nostra sede, con i suoi spazi sempre pronti ad accogliervi.

Per partecipare alla cena è INDISPENSABILE effettuare la prenotazione entro venerdì 4 dicembre, termine tassativo (la cena è autogestita e dobbiamo acquistare tutto per tempo). Potete prenotarvi presso la sede, aperta nei giorni di mercoledì e venerdì dalle 19.00 alle 20.00 (tel.0736-45158), oppure inviando una email di conferma all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Non vi chiediamo di anticipare il pagamento, ma va da sè che la prenotazione comporta anche l’obbligo morale di versare in ogni caso la somma dovuta: che per menu, servizio e spettacolo (quello involontario è compreso) ammonta ad appena 18 euro per i soci e 20 euro per i non soci.

Vi aspettiamo in tanti, con parenti e amici! E potrete raccontare ai nipotini (almeno quelli che non saranno lì a rotolarsi sul pavimento): Io c'ero.

A voi e ai vostri cari, i più cari Auguri per le prossime festività e per un 2016 più bello e più sereno per tutti, in montagna e non solo.

Il Presidente
Paola Romanucci

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